La plastica può diventare una fonte di energia: ecco come

L’inquinamento da plastica è un problema diventato ingestibile in molte aree del mondo. Un’azienda italiana sta sperimentando un’idea del tutto incredibile. Scopriamo di cosa si tratta.

Lo ricordiamo ormai a più riprese, nei nostri articoli: i rifiuti di plastica, abbandonati senza ritegno sulle spiagge o per le strade, sono un problema diffuso a livello globale e che necessita subito di una soluzione.

rifiuti spiaggia mare
Rifiuti in spiaggia (foto: Pixabay)

Cercare di realizzare prodotti senza l’utilizzo di questo materiale è la chiave più efficace per combattere questa piaga. Allo stesso tempo è importante attivarsi per eliminare i rifiuti plastici che hanno invaso inesorabilmente mari, località turistiche, città e paesi.

Per contrastare il marine litter, ovvero l’inquinamento marino che deriva dalla sporcizia deliberatamente o accidentalmente rilasciata nelle acque dall’uomo, è altresì fondamentale elaborare progetti che recuperino i rifiuti e li trasformino in una risorsa.

Proprio il riciclo della plastica gettata in mare è alla base dell’idea che sta dietro a GreenPlasma. Quest’ultimo altro non é che un dispositivo che consente di trasformare in gas qualsiasi composto organico separandolo dalla matrice inorganica. In questo modo si ottiene un syngas molto ricco di idrogeno, facilmente convertibile in energia elettrica.

Una tecnologia, questa, che non brucia i rifiuti e quindi non produce ceneri né emissioni nocive. Così, si trasforma il rifiuto in una risorsa dandogli nuova vita e promuovendo un’economia circolare.

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Energia elettrica dalla plastica

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Il sistema GreenPlasma per riciclare la plastica (foto: ANSA)

GreenPlasma è in grado di trattare 100 kg di plastica al giorno, può essere montato a bordo di piccole imbarcazioni ed essere usato per la pulizia dei mari a partire dai porti.

Con 1 kg di plastica recuperata dalle acque, è possibile produrre circa 1 kWh di energia pulita: questo consentirebbe di illuminare un appartamento per un giorno intero. Il progetto è stato realizzato a partire da uno studio condotto dall’Università Politecnica delle Marche, Marevivo e Iris S.r.l. con il supporto di Tezenis.

L’obiettivo di “Insieme per il Mediterraneo” è da una parte quello di recuperare 12mila kg di rifiuti di plastica dal mare grazie ai battelli Pelikan di Garbage Group. Dall’altra, attraverso un’attività sperimentale, di convertirne appunto una parte in energia elettrica pulita grazie a GreenPlasma.

Lo studio ha anche evidenziato quali sono le categorie di rifiuti più presenti in mare: attrezzi da pesca (72% del totale) di cui il 51% sono frammenti di polistirolo delle cassette da pesca.

Inoltre, le plastiche assorbono e veicolano contaminanti organici e metallici; il polistirolo è risultato quello che assorbe la maggiore concentrazione di metalli.

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