Fast food VS alimenti sostenibili. Ecco il vero cibo che salva la vita!

Pochi si interrogano, effettivamente, su quali cibi ci salvano realmente la vita. La chiamano alimentazione sostenibile, ma di cosa si tratta realmente?

Da sempre, alimentazione e sostenibilità hanno vissuto un rapporto di stretta correlazione e non sempre in maniera positiva. Proprio negli ultimi anni, c’è stata una sovrapproduzione alimentare che ha contribuito all’inquinamento del suolo e dell’aria.

alimentazione
Tavolata con alimenti (Pixabay)

Nello specifico, i terreni utilizzati per diversi tipi di colture non sono bombardati di pesticidi e fertilizzanti, senza considerare le ingenti emissioni di CO2 nell’aria.

Cosa fare, quindi, per creare quell’equilibrio che esisteva fino ad 80 anni fa?

E se la Coca Cola diventasse il nuovo Moët & Chandon?

Non tanto per la sua prelibatezza ma per i suoi costi, il junk food è estremamente amato in molte parti del mondo.

L’America, per esempio, fonda il suo business sull’industria del cibo spazzatura, con milioni e milioni di catene aperte che seguono tutte la stessa filiera produttiva. Il risultato? Secondo il Centers for Disease Control and Prevention circa 1 americano su 3 è obeso, portando la soglia di obesità nazionale al 38,9%.

Junk food
Junk food (Pixabay)

Un’idea utile a ridurre il consumo di questi elementi così dannosi ci è data dal Messico ad esempio, che impone una tassazione altissima a tutte le bibite gasate.

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Sì alla carne, ma… con moderazione!

Un mito da sfatare, che in questi anni è stato al centro di molti dibattiti, è il principio secondo cui non mangiare carne possa fare bene sia all’uomo che all’ambiente (e all’animale ovviamente).

Vero, ma in parte. L’allevamento è una pratica condotta fin dai tempi del neolitico e il loro approccio nei confronti degli animali era decisamente più rispettoso del nostro.

Pollame
Pollame (Pixabay)

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In tanti posti del mondo, si sta mettendo in pratica il concetto di allevamento sostenibile, un allevamento cioè che rispetti il ciclo vitale dei pascoli per tempo e qualità della vita.

Ariel Greenwood, allevatrice americana, sceglie attentamente i terreni adibiti al pascolo e non usa pesticidi chimici ovviamente. Di conseguenza, carne e latte avranno una qualità superiore.

Slow food, orgoglio italiano

E in Italia? Per definizione, il nostro popolo è sempre attento alla provenienza dei prodotti che consuma, sia per un discordo legato ai valori della terra che alla qualità.

Il gruppo Elior si occupa della promozione dell’alimentazione sostenibile, segnala i presidi Slow Food (aziende che producono eco – responsabilmente) e creano diete a partire da quella mediterranea.

Alla grande tavola della sostenibilità, siamo tutti invitati…a produrre bene, per mangiare meglio!

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