Invasione di plastica in paradiso: conosci gli angeli del riciclo

Un’azienda sta sperimentando nelle Filippine un nuovo modo di riciclare la plastica che inquina i fiumi: i Plastic Flamingo la raccolgono e la lavorano per renderla materiale edile. 

I fiumi asiatici sono i maggiori portatori di plastica negli oceani: circa l’80% del materiale che inquina i mari arriva infatti da questi corsi d’acqua. Le Filippine da sole contribuiscono a circa un terzo di questa percentuale.

Processo di raccolta differenziata da riciclare (foto: uaebulletin.com)

Il Paese non ha, infatti, una strategia chiara per quanto riguarda il contrasto all’inquinamento da plastica. Per questo motivo, il governo chiede sempre più frequentemente alle imprese locali di aiutarlo a elaborare soluzioni efficaci.

Un’azienda francese ha, quindi, deciso di sperimentare un nuovo modo di riciclare la plastica, nelle Filippine. Parliamo dei The Plastic Flamingo (detta anche The Plaf), dove l’obiettivo é quello di raccogliere quanta più plastica possibile per poi trasformarla in materiale edile.

In questo modo, oltre a combattere l’inquinamento da plastica, si può contribuire anche a creare un’economia circolare che aiuti le comunità locali. Si vuole offrire, inoltre, una soluzione alternativa per la costruzione delle case che possa far ottenere edifici più resistenti e quindi destinati alle prossime generazioni.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Microalghe che salvano l’aria: l’Italia punta ad un nuovo progetto

Dai mari alle case

plastic flamingo
Team di The Plastic Flamingo (foto: theplaf.com)

I lavoratori di The Plastic Flamingo si definiscono “i riciclatori della plastica” e si impegnano ogni giorno per ripulire le spiagge e i mari dai rifiuti plastici che vengono gettati quotidianamente. Si recuperano oggetti quali bottiglie, sacchetti monouso, confezioni di merendine, per poi destinarli alla produzione di materiali da costruzione.

Un lavoro costante, che i lavoratori portano avanti da ormai 10 anni: dopo la raccolta, i rifiuti vengono triturati e poi rimodellati per diventare pali o aste. Il materiale così ottenuto si chiama “eco-legname” e può essere utilizzato per costruire recinzioni, pavimentazioni per esterni o persino rifugi destinati alle persone vittime di disastri ambientali.

I lavoratori scaricano uno stampo con plastica fusa da una macchina di estrusione nella fabbrica dell’impresa sociale The Plastic Flamingo o The Plaf, a Manila, Filippine (Foto: mvariety.com)

Si tratta, quindi, di un materiale 100% riciclato, realizzato completamente di rifiuti plastici raccolti nell’ambiente, così da risolvere anche un’altra suddetta problematica molto diffusa nelle Filippine.

LEGGI ANCHE >>> Un progetto in 3D che salva i mari: scopriamo di cosa si tratta

Qui, infatti, la popolazione si trova più spesso ad avere case senza la possibilità di vederle finite a causa dei fenomeni ambientali estremi come tifoni e alluvioni. La pandemia ha ulteriormente aggravato questa situazione, diffondendo ancora di più il problema.

Spiaggia vergine contaminata dalla plastica (Foto: istock)

Grazie a questi materiali, però, si può aiutare la comunità locale a ricominciare da zero, partendo dalle proprie case. La proposta di The Plastic Flamingo vuole quindi essere un esempio ma anche uno stimolo per altri Paesi a fare altrettanto.

Diffondendo, dunque, l’utilizzo di materiali sostenibili che provengano dai rifiuti, si contribuisce a risolvere svariati problemi a livello ambientale e non solo. Ciò, a dimostrazione del fatto che i piccoli cambiamenti nel mondo avvengono anche da semplici pratiche dal basso: é bene non sottovalutare il potere dell’agire locale, nel mondo.

Gestione cookie