La grande sfida di domani è l’idrogeno verde l Cos’è e come funziona, ecco la guida

L’idrogeno rappresenta il grande obiettivo europeo da raggiungere nei prossimi anni. Una sfida senza eguali, che probabilmente cambierà le sorti del Pianeta. Eppure, conosciamo realmente di cosa si tratta e come funziona? Ecco una breve e semplice guida per capirci meglio. 

Il mercato mondiale dell’energia è, oggi, focalizzato sull’idrogeno verde. Parliamo di decenni ormai, in cui si discute di questa alternativa ecologica, presente in abbondanza nell’universo.

Galassia
Galassia (Foto Pixabay)

L’intento che accomuna il pensiero europeo è, infatti, quello della decarbonizzazione della società. Insomma, si vorrebbe sostituire i tradizionali combustibili fossili con l’idrogeno verde. Tuttavia, sono ancora in pochi a conoscere che cosa sia realmente l’idrogeno verde, così come i pro e i contro per il nostro Pianeta.

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Il Piano Nazionale di Intesa per l’Energia e il Clima vuole che l’obiettivo sia quello di far corrispondere al 2% la domanda di idrogeno, precisamente entro l’anno 2030. Non solo, entro il 2050 la richiesta dovrà raggiungere circa il 14%, per poi salire al 20% negli anni a venire.

Una grande sfida, questa, senz’ombra di dubbio. Ciò nonostante, il suo sviluppo sembra subire un arresto, a causa di problematiche legate alla sua sicurezza, impatto ambientale e costi non del tutto convenienti.

Idrogeno verde: cos’è e come funziona

L’idrogeno verde è un elemento chimico presente in grandi quantità nel mondo, il più diffuso in natura. Nello specifico, la maggior parte della materia di cui è composto l’Universo è proprio fatta di idrogeno. Per esempio, le stelle stesse sono, in parte, costituite di idrogeno.

Stelle
Stelle nell’universo (Foto Pixabay)

Secondo i dati ricavati dalla rivista Focus, se immaginassimo di ricavare un milione di kg di galassia, circa 739 mila sarebbero proprio di idrogeno.

A differenza dei combustibili fossili, l’idrogeno si ottiene attraverso un procedimento chiamato “elettrolisi”, il quale consiste nella separazione degli elementi che formano l’acqua, per scinderla in ossigeno e idrogeno. In questo modo, si genera elettricità da fonti rinnovabili e pulite, come per esempio il sole e il vento.

Va da sé che generando idrogeno verde, si riesce a risparmiare grandi quantità di anidride carbonica: parliamo di oltre 830 milioni di tonnellate di Co2 emesse annualmente nell’atmosfera.

È davvero conveniente per l’ambiente? Pro e contro

Attenzione all’altra faccia della medaglia! Non si può non volgere lo sguardo alle tecniche di estrazione di questo materiale chimico affascinante. Infatti, sono proprio questi procedimenti di estrazione dell’idrogeno che influenzano i costi e la sua sostenibilità.

Secondo gli esperti, la quantità di energia necessaria proveniente da fonti rinnovabili è troppo alta. Soprattutto se pensiamo alla sola domanda globale da parte dell’Europa nel corso di un anno.

Microbiologo
Microbiologo in laboratorio (Foto Pixabay)

Dunque, la transizione ecologica è sicuramente in atto, ma l’impianto eolico e fotovoltaico ancora non possono assicurare tutta questa essenziale elettricità. Non dimentichiamoci, poi, dei costi di produzione dell’idrogeno verde: molto elevati, al punto da raddoppiare quelli dell’idrogeno blu.

Eppure, la sostenibilità ambientale a cui è legato questo incredibile materiale chimico non si può non evidenziare: il processo di elettrolisi è in grado di lavorare 24 ore su 24, al punto che l’idrogeno risulta comodo per essere conservato.

Sicuramente, ragionando in termini di strategia economica, la scelta di ridurre i costi può soltanto che incentivare una produzione di idrogeno verde su scala concorrenziale. Ad ogni modo, per fare ciò, occorrono incentivi pubblici, soprattutto in fase iniziale.

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Nella speranza di riuscire nell’intento attuale della transizione ecologica, il mondo non deve in alcun modo arrendersi alle varie e ipotetiche alternative sostenibili offerte.

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