Cosa accadrà ai cani e gatti randagi dell’Ucraina? | Animalisti in prima linea

Animalisti indignati si appellano al Ministro Speranza chiedendo cosa ne sarà dei cani e dei gatti randagi rimasti in Ucraina.

Di recente è stata inviata alle regioni, ai medici veterinari e a tutte le associazioni che agiscono per tutelare gli amici a quattro zampe, una nota emanata dalla Direzione Generale della Sanità Animale del Ministero della Salute.

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Animalisti (Fcaebook)

La dichiarazione afferma che i cani e i gatti randagi, che attualmente alloggiano all’interno dei rifugi ucraini, non possono entrare nel territorio appartenente all’Italia. Sono invece i benvenuti tutti i cuccioli appartenenti ai profughi in fuga dalla guerra.

La divulgazione di questo documento ha creato scompiglio, dissenso e sconcerto in particolar modo all’interno delle associazioni animaliste. La motivazione principale dietro a tale decisione sembra essere il timore della diffusione della rabbia, una malattia ancora presente in Ucraina, ma ormai da tempo debellata in Italia.

L’organizzazione LNDCAnimal Protection ha espresso infatti il suo parere dichiarandosi comprensiva nei confronti della scelta ministeriale e delle preoccupazioni emerse. Tuttavia, secondo gli animalisti si tratta comunque di discriminazione e di mancanza di etica.

Gli animalisti contrari alla decisione del Ministero

Gatto randagio (Ph: Claudia Sportelli @shivagoodvibes)

Stando a quanto dichiarato dalle associazioni animaliste, sembrerebbe del tutto plausibile l’ipotesi di sottoporre a controlli veterinari, ed eventuali quarantene, i cani e i gatti randagi dell’Ucraina.

Lo stesso procedimento che viene effettuato anche per gli animali appartenenti ai profughi, e accettati all’interno del territorio italiano. Per questa ragione, per l’Animal Protection, risulta in ogni caso incomprensibile la scelta presa dal governo e infatti chiedono che la norma venga rettificata.

Gli attivisti che agiscono a favore degli amici a quattro zampe si sono appellati direttamente al Ministro della Salute Roberto Speranza e lo stesso Presidente della LNDC, Piera Rosati, ha affermato:

Mi appello, quindi, al ministro Roberto Speranza, affinché si faccia marcia indietro su questa assurda decisione e consenta alle associazioni riconosciute, come la nostra, di svolgere il nostro lavoro e aiutare anche i nostri referenti al confine a svolgere il loro. […] Se questa collaborazione non è possibile all’interno della stessa Unione Europea, che senso ha allora farne parte?”

Una situazione molto triste

Animali randagi (Pixabay)

Il 24 Febbraio 2022 la Russia ha invaso l’Ucraina, e in seguito ai vari bombardamenti centinaia di miglia di persone sono fuggite alla ricerca di un luogo nel quale potersi mettere in salvo.

I cittadini ucraini proprietari di animali domestici hanno cercato in tutti i modi di salvare i loro amici a quattro zampe. Nel contempo, anche le associazioni animaliste europee si sono attivate per cercare di prestare il loro supporto durante la terribile vicenda.

Le organizzazioni hanno agitato cercando di aiutare consegnando cibo, sabbiette e accessori utili alla situazione. Le associazioni attualmente attive sul fronte sono moltissime tra cui: l’OIPA International, gli Angeli Blu dell’Organizzazione Internazionale Protezione Animali, le leghe-membro ucraine Happy Paw e KSPA Lucky Strand, la Lega Anti Vivisezione (LAV) e l’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA).

Ci sono persone intente a fare l’impossibile per salvare la vita ai tanti animali randagi. Purtroppo si ritrovano a dover reagire in un contesto di vera devastazione. Una legge come quella emanata dal nostro ministero non è certamente di aiuto in questa situazione.