Satelliti, importanti informatori per la lotta al cambiamento climatico

I satelliti ci aiutano costantemente ad avere una vista sui danni da cambiamento climatico che avvengono nel nostro Pianeta. Occhi attenti e silenziosi ci offrono uno sguardo complessivo sulle sue fragilità. Scopriamo perché sono, oggi, essenziali.

Tutti i dati a nostra disposizione, dal ritiro dei ghiacci sulle cime delle montagne e nei poli, agli stravolgimenti metereologici e l’innalzamento dei mari, sono in mano nostra solo grazie ai satelliti in orbita intorno alla terra.

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Ci sono circa 4 mila satelliti in orbita intorno alla terra (Fonte Pixabay)

Con un numero pari a circa 4 mila unità, i satelliti riescono a vedere ogni parte della Terra, ognuno con compiti specifici. Il primo ad essere messo in orbita per analizzare il clima terrestre è stato il Vanguard 2.

Il satellite fu lanciato nel 1959 da Cape Canaveral Air Force Station, con il compito preciso di misurare la densità delle nuvole. Durante i suoi 19 giorni di missione, le apparecchiature funzionarono normalmente, ma non riuscirono a raccogliere dati importanti a causa degli strumenti ottici poco all’avanguardia.

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Ovviamente, da allora, le tecnologie avanzate hanno dato la possibilità ai satelliti di mandarci delle informazioni e delle immagini molto più precise e dettagliate.

Come i satelliti ci aiutano nella lotta al cambiamento climatico

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I cambiamenti climatici vengono registrati dai nostri satelliti costantemente (fonte pixabay)

I satelliti sono dunque di primaria importanza per avere dei dati precisi che riguardano gli stravolgimenti causati dal cambiamento climatico. Per rendercene conto, basta leggere l’ultimo report dell’IPC che cita il nome di satellite più di mille volte.

La tecnologia dei nostri satelliti si basa sull’utilizzo di frequenze infrarosse. Queste, analizzano le tracce misurabili nei raggi di luce che le molecole atmosferiche lasciano quando si trovano ad attraversarle.

Grazie a questi sistemi avanzati, abbiamo misurato, nel 2019, la concentrazione di anidride carbonica che era presente nell’atmosfera. Questo ci ha consentito di scoprire che il suo incremento era molto più alto rispetto a quello degli anni 60, lanciando un primo e forte allarme.

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Grazie a loro, possiamo tenere sotto controllo anche l’innalzamento dei mari, gli incendi boschivi, le temperature e i venti. Tutti dati che, messi insieme dai ricercatori, danno la possibilità di costruire dei modelli teorici che ci aiutino a comprendere in quale direzione il nostro Pianeta sta andando.

I nostri ecosistemi sono fragili e la presenza della nostra specie, con la sua voglia di adattare la Terra alle nostre esigenze, lo ha lentamente debilitato.

I satelliti rappresentano forse l’unico modo per capire quali passi fare per cercare di invertire la rotta quanto prima.