Muore a 43 anni il rinoceronte nero Rajabu | Perché era speciale?

Il rinoceronte nero è tra le specie ad altissimo rischio estinzione, a causa del bracconaggio. Pochi giorni fa, il Parco Nazionale del Serengeti ha perso l’esemplare Rajabu.

Ogni anno, tantissimi animali vengono uccisi dai bracconieri. Una caccia spietata, spesso legata a motivazioni economiche che derivano dalla vendita delle parti del corpo degli esemplari di queste specie.

rinoceronte nero rajabu
Il rinoceronte nero Rajabu (foto: Instagram @kingsonmazee)

Tra quelle a più alto rischio estinzione c’è il rinoceronte nero. Il suo corno è ritenuto molto prezioso e viene rivenduto come souvenir, o impiegato nella medicina tradizionale orientale. Secondo quanto riportato dal Wwf, nel solo 2019 sono stati uccisi 876 rinoceronti dai bracconieri. Un problema, dunque, ancora molto diffuso.

Per questo, luoghi come i santuari per animali liberi sono fondamentali. Qui, gli esemplari delle specie a rischio possono vivere senza il rischio di venire uccisi. Grazie a queste maggiori tutele, si è anche visto un leggero incremento in alcune sottospecie di rinoceronti neri.

Il rinoceronte nero sud-occidentale è passato da “criticamente minacciato” a “vulnerabile” nella Lista Rossa che prende in considerazione le specie a rischio estinzione. Il rinoceronte nero centro-meridionale, invece, è ancora classificato come “criticamente minacciato“. Quello orientale è nella categoria peggiore, mentre il rinoceronte nero occidentale risulta già estinto in natura.

Non è facile far sì che questa specie possa proliferare, anche a causa delle varie minacce che stanno compromettendo gli habitat di questi animali. Un esemplare che ha lasciato dietro sé una lunga generazione è Faru Rajabu, morto pochi giorni fa a 43 anni.

Morto rinoceronte nero al Serengeti

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Il rinoceronte nero Rajabu (foto: Instagram @kingsonmazee)

Rajabu era un rinoceronte nero orientale speciale: il più anziano ma anche il più prolifico di tutta la Tanzania. I rinoceronti neri raggiungono solitamente tra i 35 e i 40 anni d’età, dunque Rajabu aveva già vissuto più della media. Secondo quanto comunicato dal Parco Nazionale del Serengeti, dove viveva, sarebbe morto di vecchiaia.

Aveva vissuto per i suoi primi 14 anni nell’area protetta di Ngorongoro, dopo di che era stato trasferito nel parco. Secondo quanto riferito dal portavoce del Serengeti in un comunicato, Rajabulascia molti figli, nipoti e pronipoti“.

Per fortuna non si è trattata di una morte per bracconaggio, dunque, ma resta la tristezza di aver perso un altro esemplare di questa specie a rischio. Il Parco Nazionale del Serengeti è, tra l’altro, uno dei pochi santuari rimasti al mondo per tutelare il rinoceronte nero.

Rispetto a quello bianco, infatti, sarebbe in una situazione più critica. Si auspica dunque che sempre più esemplari possano riuscire a riprodursi, ma anche che possano essere salvaguardati in altre aree del mondo.