Perché l’OMS vuole cambiare il nome al vaiolo delle scimmie? La verità ti sconvolgerà

L’Organizzazione Mondiale della Sanità cambierà il nome al vaiolo delle scimmie. Perché? La risposta è particolarmente bizzarra

Negli ultimi giorni si sta parlando molto del vaiolo delle scimmie. Questo virus si sta diffondendo in tutto il mondo ma non c’è il pericolo di una nuova pandemia mondiale. Le persone più adulte hanno già ricevuto un vaccino perché il virus è stato scoperto nel 1958. Di solito vengono colpiti soltanto i roditori ma gli esseri umani possono essere contagiati in caso di contatti stretti, come i morsi.

Vaiolo delle scimmie
Foto: Canva

Il nome di questa malattia è legato alla scoperta di oltre sessanta anni fa. Il virus fu notato per la prima volta nelle scimmie di laboratorio ed è per questo che ha preso la denominazione di “vaiolo delle scimmie”. La comunità scientifica sta valutando la possibilità di cambiare il nome della malattia. La motivazione potrebbe sorprenderti perché non ha nulla a che fare con la scienza. Ecco tutti i dettagli di questa curiosa vicenda.

Vaiolo delle scimmie, ecco perché cambierà nome

Tra poco chiameremo il vaiolo delle scimmie con un altro nome. Lo ha deciso l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Gli scienziati considerano troppo discriminatorio questo termine. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, ha dichiarato che una trentina di scienziati hanno avanzato questa richiesta per evitare che questo virus fosse accostato all’Africa.

Scienziati
Foto: Canva

Non è assolutamente certo, infatti, che le origini del vaiolo delle scimmie siano africane, anche se resta la tesi più battuta. Il nome Monkeypox era stato utilizzato per la prima volta nel 1958, quando il virus venne rilevato in un laboratorio danese. Il virus si sarebbe diffuso inizialmente in alcune specie di roditori presenti soprattutto in Africa e sarebbe stato rilevato per la prima volta nell’uomo nel 1970, nella Repubblica Democratica del Congo.

Gli esperti hanno denunciato l’accostamento dei media all’Africa: “La narrativa dei media sta cercando di collegare l’attuale focolaio all’Africa occidentale o alla Nigeria ma è preferibile utilizzare termini neutri per evitare discriminazioni”. Il nuovo nome sarà comunicato domani, 23 giugno. La notizia ha suscitato molta ilarità sui social perché nessuno avrebbe mai pensato che anche la denominazione di un virus potesse creare polemiche.

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