Mai pensato: ecco gli oggetti più strani creati recuperando emissioni di Co2

La lotta contro il cambiamento climatico richiede di ridurre le emissioni di Co2 dell’industria. Negli ultimi anni sono sempre più i business che sperimentano nuovi modi di produzione accettando la sfida per diventare ‘a zero emissioni’.

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Ridurre le emissioni di Co2 e raggiungere obiettivi di sostenibilità, servono nuovi approcci produttivi (Foto: Adobe Stock)

Nell’interminabile lotta contro il cambiamento climatico è fondamentale cercare di ridurre le emissioni di Co2. Negli ultimi anni sono sempre più i business che, cambiando strategie di fornitura delle risorse che necessitano e sperimentando nuovi modi di produzione del bene nel quale sono specializzate, accettano la sfida per diventare ‘a zero emissioni’. Nonostante questi propositi ammirevoli, il traguardo che vede un mondo ‘carbon neutral’ è ancora molto lontano.

Con questa realtà in tasca e legittimo chiedersi: Ma questa anidride carbonica, si può riutilizzare in qualche modo?” 

Ebbene sì, si può! Ingegneria e scienza possono unirsi in questa curiosa missione ma hanno ovviamente bisogno di fondi per la ricerca e la creazione non indifferenti.

XPrize: un premio per “trasformare” la Co2 in oggetti di uso quotidiano

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Minori emissioni di CO2 sono necessarie per affrontare il cambiamento climatico. Bisogna decarbonizzare l’industria (Foto : Adobe Stock)

Questa é la visione di XPRIZE, l’associazione senza scopo di lucro basata in America, che organizza concorsi pensati per spingere la scienza a superare i limiti che conosciamo. Tra le varie competizioni, spicca il famoso XPRIZE CARBON, che prevede la trasformazione di CO2 in oggetti di uso quotidiano attraverso dei processi che catturino l’anidride carbonica recuperata dagli scarti aziendali.

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In palio borse equivalenti a 20 milioni di dollari americani per le squadre che convertono maggior percentuale di Co2 in un oggetto con il più alto valore commerciale.

Ed è cosi che le menti più ingegnose si uniscono e raggiungono risultati mai pensati prima: dentifrici, occhiali da sole, ciabatte, gel per le mani, borse, gessetti e persino vodka!

La Co2 recuperata per il concorso viene da due zone ben precise degli Stati Uniti: dalla centrale elettrica a carbone nella città di Gillette nel Wyoming, e dall’impianto a gas naturale situata a Calgary, in Alberta.

Le due squadre vincitrici del concorso, durato 5 anni e concluso lo scorso Aprile, sono state entrambe premiate per aver lavorato ad un prodotto ben presente in tutto il mondo: il calcestruzzo. 

I team hanno sviluppato soluzioni mirate a ridurre le emissioni di CO2 nella creazione del calcestruzzo, il quale è attualmente il materiale più abbondante al mondo prodotto dall’uomo e rappresenta il 7% di tutte le emissioni globali di CO2. In particolare, la squadra Canadese CarbonCure Technologies, ha sviluppato una tecnologia per produrre calcestruzzo utilizzando una quantità ridotta di acqua e diminuendo il rilascio di anidride carbonica, il tutto senza sacrificare la resistenza del materiale.

Grandi applausi per le due squadre, ed alte le aspettative future per queste tecnologie che cambieranno per sempre l’industria delle costruzioni. 

“Combattere il cambiamento climatico è una delle sfide più importanti che dobbiamo affrontare, che ci richiede di ripensare, immaginare e abbracciare nuove idee” – commenta la vice presidente Mey-Sun – “Le competizioni sono opportunità perché gli innovatori  sviluppino soluzioni per far fronte al difficile compito di decarbonizzare la nostra economia.

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Questo non significa che si possa creare una quantità indiscriminata di Co2, ma almeno sappiamo che quella quantità che il mondo di oggi non ci permette ancora di annullare può essere convertita in un bene utile. Ed ecco che torna la circolarità che la nostra terra conosce bene.

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