Gli italiani sono davvero “smart”? Ecco lo studio che analizza il caso

Tanti italiani la vogliono, ma ancora pochi la utilizzano: stiamo parlando della sostenibilità digitale, un concetto che unisce ecologia e tecnologia. Ecco tutti i dati.

L’implementazione di progetti che rispecchiano l’attenzione all’ambiente in ambito tecnologico viene ritenuta importante dalla maggior parte degli italiani, ma non tutti si comportano di conseguenza.

smart home
Smart Home (foto: Pixabay)

E’ una relazione difficile, insomma, quella tra la popolazione italiana e la sostenibilità. Questo emerge dall’ultima ricerca sullo smart environment che è stata pubblicata dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale, “Italiani e Sostenibilità Digitale: cosa ne sanno, cosa ne pensano“.

I dati comunicati nel documento fanno parte di un percorso di ricerca che vuole definire il ruolo della tecnologia come uno strumento di sostenibilità nelle mani dei cittadini.

Questo fatto è alquanto importante affinché le aziende e le istituzioni possano comprendere come sviluppare politiche pubbliche e strategie per cogliere una sfida non più rimandabile.

Strumenti digitali per l’ambiente

lampadina ecologica
Lampadina ecologica (foto: Pixabay)

Il cambiamento è possibile, ma solo se tutti noi facciamo scelte che rispecchino la nostra attenzione alla sostenibilità. Secondo il rapporto della Fondazione, infatti, il 76% degli intervistati afferma che sia una priorità ma solo una minima parte utilizza device per ridurrei consumi.

In particolare, la domotica la farebbe da padrona nella spinta al cambiamento. I primi strumenti digitali che contribuiscono a lottare contro inquinamento e cambiamento climatico sono numerosi ed eterogenei.

I principali riguardano: elettrodomestici intelligenti (usati dal 19.6% delle persone intervistate), lampadine controllabili tramite assistenti vocali (16.4%), impianti di riscaldamento e climatizzazione gestibili da remoto (12%), termostati intelligenti (15,5%), applicazioni per il monitoraggio della qualità dell’acqua (4,9%).

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A seguire, sono molto utilizzate applicazioni per la raccolta differenziata, stazioni meteo intelligenti, frigoriferi e dispense smart. Il problema, purtroppo, è che non tutta la popolazione italiana ha accesso a questi strumenti digitali allo stesso modo. Si tratta del cosiddetto “digital divide“, che risulta evidente anche a livello nazionale.

“Problemi importanti ma non prioritari”

Ormai è chiara alla maggior parte dei cittadini l’urgenza di cogliere le sfide del cambiamento climatico. Per il 74% degli intervistati è una priorità. Altra sfida da cogliere é quella  dell’inquinamento che rappresenta una priorità per il 76% degli intervistati.”

Queste, le parole di Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, che aggiunge: “Ancora un italiano su 6 ritiene che tali problemi siano importanti, ma non prioritari“.

Infine, la ricerca ha analizzato la percezione dell’impatto ambientale dei servizi digitali da parte degli italiani. I dati emersi dimostrano che, per il 51% l’impatto in termini energetici del digitale è “abbastanza forte”, ma solo il 22.8% stima correttamente quanto forte sia effettivamente tale consumo.

Il 77,2%, invece, ha la percezione di un impatto energetico del digitale più basso di quanto non sia in realtà.

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In sintesi, tali dati devono farci riflettere su quanto ancora sia da migliorare il nostro rapporto con la sostenibilità. E, in particolare, su quanto sia necessario impegnarci maggiormente per essere più ecologici.

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