Cani-robot sorvegliano il confine: innovazione o pericolo?

L’idea di mettere dei cani-robot a pattugliare il confine di uno Stato è innovativa, soprattutto in territori impervi. Ma potrebbe anche essere pericolosa: ecco perché.

La tecnologia, spesso, ci permette di sostituire le macchine all’uomo per svolgere compiti troppo complicati od operare in territori pericolosi. All’interno delle aziende sono sempre di più i dispositivi che prendono il posto degli operai nei lavori di precisione, ma anche in ambito domestico stiamo lasciando sempre più spazio ai dispositivi tecnologici.

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Cani-robot americani (foto: Ghost Robotics)

Impiegare una macchina sul lavoro può essere utile per evitare incidenti, velocizzare e migliorare le varie attività. Allo stesso tempo, in casa ci permette di svolgere più azioni e agevolarci se siamo di fretta. Ma fino a che punto si può spingere l’utilizzo di un device tecnologico, al posto dell’essere umano?

Ci sono ovviamente implicazioni etiche, una questione molto delicata che è stata già affrontata da alcuni enti per quanto concerne l’Intelligenza Artificiale. C’è poi un elemento fondamentale: se errare è umano e in un certo senso perdonabile, quanto possiamo tollerare un errore da parte di una macchina? Soprattutto quando ci sono di mezzo vite umane.

Il Governo statunitense ha pensato di sperimentare degli speciali cani-robot al confine con il Messico. Ma questa idea ha sollevato perplessità in numerosi cittadini e associazioni.

Cani-robot al confine col Messico

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Addestramento dei cani-robot (foto: dhs.gov)

Il Dipartimento di Sicurezza Nazionale americano ha reso nota in un articolo le decisione di utilizzare in via sperimentale questi dispositivi lungo il confine messicano. La motivazione, spiegano, è legata alla conformazione del territorio: aspro e accidentato, dove si raggiungono temperature estreme e ci sono vari pericoli per chi lo presidia. Una regione molto vasta, difficile da monitorare in sicurezza.

Per questi motivi, hanno scelto di utilizzare i cani-robot come supporto al personale dedicato al presidio dell’area. Si tratta di dispositivi definiti “molto futuristici“. Il robot quadrupede è in grado di attraversare ogni tipologia di terreno incluse sabbia, colline e rocce ma anche elementi costruiti dall’uomo come le scale.

L’articolo pubblicato dal Dipartimento di Sicurezza Nazionale fa poi riferimento alle varie attività illegali che spesso vengono condotte lungo il confine col Messico. Si citano infatti il contrabbando umano e di droga ma anche di armi, condotti da singole persone oppure da cartelli e gruppi terroristici o Governi ostili.

Cani-robot: e se avessero le armi?

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Cani-robot americani (foto: Ghost Robotics)

E qui sembrano arrivare al punto: l’impiego dei cani-robot pare essere giustificato in virtù della sicurezza personale degli agenti al confine, ma anche della nazione. Questi dispositivi hanno infatti lo scopo di fornire agli agenti immagini e video in tempo reale dell’ambiente, attraverso le varie telecamere di cui sono dotati, e di agire telecomandati a distanza oppure in autonomia.

Per il momento, nessuno ha menzionato la dotazione di armi per i cani-robot. La loro funzione sarebbe dunque limitata al monitoraggio ambientale e al movimento. Viste le premesse, però, non è da escludere che possa essere il passo successivo per renderli autonomi anche nelle attività di contrasto alla criminalità.

I dubbi sorgono, ovviamente, per le loro capacità: sarebbero in grado di distinguere un trafficante da un migrante? Cosa succederebbe, se avessero a disposizione un fucile?