Salmonella Kinder, l’incubo ritorna ma in stabilimenti totalmente nuovi

Il terremoto mediatico degli ultimi due mesi non poteva non avere ancora una sua fortissima eco. La salmonella nei prodotti Kinder, infatti, è destinata a far discutere ancora a lungo. Nel frattempo, ritorna l’incubo dei controlli nei vari stabilimenti in casa Ferrero.

Anche a distanza di due mesi, si parla ancora dei tantissimi casi registratisi in tutta Europa di infezioni di salmonella nei prodotti Kinder, soprattutto in alcuni lotti di uova di Pasqua, qualche giorno prima della settimana santa. Tutto è partito, infatti, dall’autorità per la sicurezza alimentare belga (Afsca) che aveva ordinato alla Ferrero il blocco della produzione. A causa di alcune informazioni incomplete, lo stabilimento Kinder di Arlon è finito al centro di un bufera mediatica.

Salmonella Kinder
Fonte: Instagram @pinapicierno

“Dopo aver condotto le nostre indagini” – si leggeva in una nota dell’Afsca –  “e a seguito delle scoperte effettuate nelle scorse ore riguardo l’incompletezza delle informazioni fornite da Ferrero, l’Agenzia ritira oggi l’autorizzazione a produrre alla fabbrica di Arlon“.

Il terremoto mediatico degli ultimi due mesi non poteva non avere ancora una sua fortissima eco. La salmonella nei prodotti Kinder, infatti, è destinata a far discutere ancora a lungo. Nel frattempo, ritorna l’incubo dei controlli nei vari stabilimenti in casa Ferrero.

Salmonella Kinder: nuovi controlli negli stabilimenti in Belgio e Lussemburgo

La stima ufficiale dei casi di salmonella si aggira intorno a ben 324 nella sola Unione Europa. Ma diventano 369 in tutto il mondo, se andiamo oltre i confini comunitari. E con tutti questi casi, non potevano non esserci ulteriori controlli, anche molto recenti. Sempre l’AFSCA, infatti, mercoledì 8 giugno, insieme alla polizia giudiziaria belga, ha effettuato ancora delle perquisizioni in alcuni stabilimenti Ferrero.

Ovetti Kinder
Fonte: Instagram @gumsandcandys

Si tratta di 6 strutture ispezionate in Lussemburgo ed in Belgio, soprattutto l’incriminato stabilimento di Arlon che resta ancora chiuso, nonostante la sua riapertura fosse prevista per il 13 giugno. Le autorità locali, infatti, hanno bisogno di più tempo per effettuare ulteriori indagini sia ad Arlon che in alcuni uffici Ferrero a Bruxelles. Ma anche in Lussemburgo continuano i controlli.

Lo scopo dell’indagine è escludere le responsabilità dei dirigenti della Ferrero. In altre parole, la polizia vuole capire se già in casa Ferrero si sapesse qualcosa dei lotti incriminati oppure no, decidendo – in questo caso – di non intervenire, non comunicando, ad esempio, alle autorità sanitarie la presenza di lotti infettati dalla salmonella.

Salmonella
Fonte: Instagram @olga_vartanova_

La multinazionale, infatti, è sospettata di non aver comunicato tempestivamente l’allerta alle autorità competenti, malgrado già qualche caso di salmonella nello stabilimento di Arlon circolava dal 15 dicembre.

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