Perché l’impronta di carbonio della plastica è un rischio per il pianeta

Una ricerca del Politecnico di Zurigo calcola quale sia l’impronta di carbonio della plastica ai danni del pianeta. Il risultato porta a soffermarci sul disastro ambientale al quale stiamo andando incontro.

Negli ultimi 70 anni, la richiesta della produzione di plastica è cresciuta in modo esponenziale. Gli scarti di questo prodotto vanno solo in minima parte nelle discariche apposite, la maggior parte finisce nell’ambiente.

La plastica è il materiale più comune tra quelli che inquinano l’ambiente (fonte pixabay)

La plastica rappresenta circa l’80% del materiale inquinante che galleggia alla deriva nei nostri oceani. Le famose isole di rifiuti che si spostano sul pelo dell’acqua ne sono praticamente piene.

E, se questo ci sembra un danno enorme perché lo vediamo con i nostri occhi, è bene sapere che la parte più grande di quei rifiuti è oramai andata giù, invisibile ma pericolosa, sui fondali.

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Ogni anno la plastica causa la morte di oltre 1 milione di uccelli acquatici e circa 100 mila mammiferi marini. Questo, non contando la moltitudine di pesci che ingoiano pezzi grandi o piccoli di pattume, morendo.

Cosa dice la ricerca del Politecnico di Zurigo sul carbonio della plastica

Le emissioni di carbonio legate alla produzione della plastica sono un danno enorme per l’ambiente (fonte pixabay)

La parte del ciclo della plastica considerata più dannosa è quella dello smaltimento. Le emissioni dovute al carbone sono quadruplicate dal 1995. Questo ha causato quasi la metà dell’impronta di carbonio legato alla plastica nel 2015.

Questo aumento sproporzionato è dovuto alla forte crescita economica che Paesi come la Cina, l’Indonesia e l’India hanno avuto. La loro impronta è infatti cresciuta di 50 volte rispetto al 1995.

La causa principale della crescente impronta di carbonio legato alla plastica è quella del carbone che viene impiegato per produrla e che rappresenta circa il 96 % dell’impatto ambientale.

Le fasi di fine vita, che comprendono il riciclaggio, l’incenerimento e le discariche, hanno un impatto molto più basso. Questo avverrebbe perché probabilmente  la maggior parte della plastica non viene riciclata come dovrebbe.

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Nel 2015 il 40 % dell’impronta di carbonio legata alla plastica e il 60 % delle relative emissioni sono state causate dalla Cina. Nello stesso anno, l’Indonesia ha utilizzato oltre il 15 % del carbone estratto per la produzione di plastica.

Ma la colpa più grande non è soltanto di chi la produce, ma di chi la richiede. Sempre nel 2015 i due terzi dell’impronta di carbonio legati alla richiesta di plastica dell’Unione Europea sono state emesse all’estero, in Paesi con politiche ambientali meno rigorose.

E’ quindi inutile spostare il problema ad altre Nazioni. La plastica rappresenta, dalla sua produzione al suo smaltimento, un problema enorme che dev’essere assolutamente fermato per garantire al nostro Pianeta di non morire.