Perché gli egizi mummificavano i gatti? Ecco la verità

L’affascinante e misteriosa civiltà egizia, che per secoli ha governato in prosperità i territori del nord Africa, credeva molto nel culto della mummificazione… Anche quando si tratta di gatti! 

Lungo le rive del fiume Nilo, la fiorente civiltà egizia è nata e si espansa oltre i confini africani, creando relazioni con il mondo intero, nonché un grande sapere che ci emoziona ancora oggi.

civiltà egizia
Civiltà egizia (Foto Pixabay)

È risaputo quanto per loro fosse importante il culto dell’aldilà e di tutte le pratiche ad esso legate. Dalla mummificazione fino alle numerosissime iscrizioni presenti nel libro dei morti.

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Quello che forse non tutti sanno, però, è che il processo di mummificazione non era una prerogativa esclusivamente riservata agli umani. Ebbene sì, oggi parleremo di gatti.

Piramidi feline in onore della dea Bastet

Piuttosto di capire come avveniva il rito della mummificazione dei nostri amici a quattro zampe, la vera domanda è… Perché avveniva ciò?

Il motivo principale di questa usanza era legato al culto della dea Bastet, divinatrice della prosperità e delle feste. Il volto di Bastet, posto su di un corpo umano, aveva la conformazione di un gatto.

Dea Bastet
Dea Bastet (Pixabay)

Nella credenza degli egizi, intimoriti dall’ira degli dei, si aveva il timore che Bastet si arrabbiasse e assumesse le sembianze di una leonessa, la quale si trasformava in Sekhmet, seminando distruzione. Ed ecco che i gatti assumevano la dimensione di sacrifici, per mantenere l’umore della dea sotto controllo.

Scoperte sensazionali nel sito di Saqqara

A dimostrazione di questa pratica così insolita, un team di archeologi ha recentemente scoperto, nella necropoli di Saqqara, un’intera sala ricca di mummie feline con corredo funerario annesso.

Mustafa Waziri, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, afferma che i sarcofagi contenevano al loro interno geroglifici relativi a Bastet e che scoperte del genere sono rarissime.

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Mummie in vetrina per noi comuni mortali

Per i curiosi, è possibile vedere tutto questo senza valicare i confini italiani: al museo Egizio di Torino sono conservate mummie di gatti, come di altri animali da compagnia quali cani o coccodrilli.

Gatto egizio
Gatto egizio (Pixabay)

E se proprio non vi basta, la sala a pian terreno è totalmente dedicata alla dea Bastet/Sekhmet, che si manifesta in tutta la sua possenza con oltre 20 statue a grandezza naturale!

Perciò, la prossima volta che vi imbattete in un gatto, ricordatevi che Bastet vi guarda… non fatela arrabbiare!