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Video scioccante: l’orso liberato che si sente in gabbia

Un orso liberato che gira attorno a un santuario degli animali sta facendo il giro del web con un video commovente. Questi non è in grado di riprendersi dal dolore che ha avuto in anni di prigionia.

Ina l’orso che cammina in tondo. (Foto: cattura video @LibeartyOsos)

In Romania un santuario degli animali ha pubblicato sui social network un video incredibile, quello che racconta il tristissimo comportamento di un orso che si chiama Ina e che dopo 20 anni di prigionia è stato liberato in uno zoo.

Nonostante la libertà non riesce a cambiare il comportamento e rimane in uno spazietto che di fatto è la sua galera, la sua prigione. Soffre di un disturbo che si chiama zoocosi e non si è riuscito a riprendere dopo grandissime sofferenze.

Il Santuario di Libearty ha pubblicato questo video che ci mostra questo splendido esemplare di orso femmina che si muove su se stesso, in circolo, come se fosse ancora imprigionato. Un movimento ripetitivo che lascia addirittura un solco sul terreno oltre che nell’anima.

L’orso ha ottenuto la libertà grazie agli animalisti. Il suo tempo in cattività però lo ha bloccato anche per il futuro impedendogli di godersi la ritrovata libertà.

Si tratta di fatto di una malattia mentale che non riesce a far vivere tranquillo un animale che difficilmente riuscirà a ritrovare la strada della normalità e che soffrirà ancora anche se stavolta libero di poter ragionare.

Cos’è la zoocosi?

Zoocosi viene usato per la prima volta da Bill Travers un documentarista sugli animali. Questo termine è stato reso popolare per riuscire a capire come si comportano gli animali dopo la cattività.

Questi ha una fondazione che si chiama Zoo Check, ora Born Free, e ha iniziato a lavorare per andare a guardare le condizioni degli orsi all’interno dei vari zoo. Questo ha portato a uno schema che l’ha fatto riflettere.

Di fatto la zoocosi è una malattia prodotta negli animali che vivono isolati da quello che è un mondo naturale dove dovrebbero essere lasciati liberi. Dopo essere rinchiusi non riescono a ritrovare la tranquillità di vivere in un mondo senza più nessun tipo di costrizione.

Queste situazioni purtroppo esistono in tantissimi animali, come per esempio mammiferi come gli orsi, cavalli, elefanti o grandissimi felini. Tutti palesano il problema muovendosi sempre nello stesso modo, seguendo azioni stereotipate e immagazzinate in anni di segregazione. Le scimmie si strappano i addirittura i peli e ci sono animali che uccidono i piccoli o si mangiano gli escrementi.

Ina, un esempio per fermare i danni agli animali

Sicuramente il video di Ina fa riflettere e apre le porte a capire come gestire l’impatto sugli animali di cui sicuramente non siamo i proprietari come pensano in molti.

Sicuramente vedere in un animale in quella situazione ci porta alle conseguenze del maltrattamento che la prigionia lo ha segnato.

Nel ventunesimo secolo gli zoo hanno perso la legittimità. Sicuramente supportano l’operazione nella conservazione della specie, ma si è capito che sono diverse le domande da porsi nel tempo. Queste domande ce le porteremo avanti per lungo tempo.

Un orso che si gode la sua libertà. (Foto: Gerhard G. – Pixabay)

Ina è stata fortunata di essere rimessa in libertà, ma nonostante questo non ha ritrovato ancora la felicità. Il video dovrebbe far capire però che non tutti sono fortunati come lei e che l’essere rinchiusi non dovrebbe essere assolutamente una realtà possibile.

Sono diverse le proteste che porterebbero a chiudere gli zoo, anche se molti pensano che sarebbe a quel punto difficile conservare le razze. Servirà dunque capire come muoversi nei prossimi anni e progetti ambiziosi come l’eZoo lanciano possibilità mai immaginate prima.

Autore: C. Barrionuevo

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