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Faradair, il primo aereo bioelettrico che promette emissioni zero

Il Faradair è un aereo con motore elettrico che funziona con il biodiesel. Costruito in Gran Bretagna ancora non è disponibile per volare.

(Foto: faradair.com)

L’industria aeronautica è davvero avanti rispetto a tante altre, così sta lavorando già al futuro per limitare le emissioni e dunque evitare che il riscaldamento globale continui la sua marcia distruttiva.

Il modello in questione non genera gas serra in nessuna delle sue fasi di volo. Il design riesce a portare al suo interno tre ali e due motori oltre ai pannelli solari. Uno dei due motori è elettrico, l’altro va a biodiesel appunto.

Come funzionerebbe questo aereo?

Questi prototipi garantiscono prestazioni eccellenti con i motori elettrici che vengono usati solo per decollare e atterrare visto che vengono considerati anche i più inquinanti sia a livello ambientale che acustico.

La velocità di crociera raggiunge i 370 chilometri l’ora anche perché ha un turbogeneratore alimentato appunto da biodiesel. Il motore ricarica di fatto anche i motori elettrici oltre ad alimentarne le turbine.

(Foto: faradair.com)

L’energia immagazzinata grazie ai pannelli solari dell’aereo regala ulteriori prestazioni importanti. Le due fonti di alimentazioni servono dunque per avere un viaggio sicuro e anche a lunga gittata.

Faradair, più semplice da usare

Al momento si parla di aerei con una capacità di 18 persone. Gli sviluppatori sottolineano come potrebbe essere utilizzato anche per spedizione di pacchi. Ha un sistema di smontaggio dei sedili che permette di cambiare lo spazio in appena 15 minuti.

Tra i grandi vantaggi c’è anche quello di essere poco rumoroso questo gli permette di operare in aeroporti molto vicini alla città senza andare a disturbare nessuno.

(Foto: faradair.com)

Grazie al design energetico ibrido gli aeroporti non devono adattarsi alle sue esigenze come accadeva col suo lontano parente Zero Avia che funziona a batteria a idrogeno e che quindi ha bisogno di strutture di ricarica supportate.

Nel 2026 dovrebbero partire i primi Faradair e entro il 2030 si parla di costruirne 300 modelli. La compagnia assicura che questo tipo di tecnologia è lenta perché non c’è ancora supporto per arrivare ai risultati desiderati.

Autore: J.P. Martínez

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